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Lo scorso giugno, con Zanna e Goemon sono andato alcuni giorni in Irlanda a trovare il nostro amico Faro, espatriato due anni fa ed ora fiero abitante di Dublino, che infatti è stata la prima tappa del viaggio. Si tratta di una città molto viva, c'è sempre gente in giro a tutte le ore del giorno e della notte.

Molly MaloneDublino è ricca di monumenti, di solito intitolati ad indipendentisti, con qualche eccezione. Non tutti però sono molto amati, come la Spire of Dublin (che per l'altezza è un ottimo punto di riferimento per O'Connell Street) che polemicamente viene visto da alcuni come un monumento all'impennata nel consumo di stupefacenti, oppure la statua di Molly Malone, una fantomatica venditrice di pesce che la sera si prostituiva, protagonista dell'inno ufficioso di Dublino, che molti cittadini hanno soprannominato in modo sprezzante "the tart with the cart".

Uno dei luoghi da visitare è sicuramente il Trinity College, l'università più antica e famosa d'Irlanda. La facciata colpiva, mentre l'ingresso poteva quasi trarre in inganno perché non era troppo dissimile da quello della Facoltà di Lettere a Ferrara, ma sono bastati pochi passi per togliere ogni dubbio. Ci sono poi numerose chiese. L'unica che abbiamo visto anche dentro è stata ovviamente quella di San Patrizio, la più famosa, anche se mi sarebbe piaciuto vedere anche Christ Church, ma dovrò pure tenermi qualcosa da vedere per la prossima volta, no? L'impressione che ho avuto di St Patrick però è stata un po' strana: certo è bella, ma rispetto a quello cui siamo abituati in Italia dà l'idea di essere un po' spoglia.

Una di quelle che passano per le maggiori attrazioni di Dublino è la vecchia fabbrica della Guinness, ora museo dedicato alla birra omonima. Nel museo c'è un percorso mediante il quale (con l'aiuto di audioguide in tutte le lingue principali) ci si può fare un'idea di come sia prodotta la Guinness. Sono trattatti tutti gli aspetti, dalle materie prima alla degustazione, passando per le varie fasi di produzione e di trasporto, insistendo con un certo puntiglio su particolari, ad esempio che la loro birra dopo essere stata versata debba riposare per 119 secondi (se non ricordo male). C'è ovviamente anche una parte dedicata al libro dei record ideato da Hugh Beaver, un amministratore delegato dell'azienda. Non avremmo proprio potuto vivere senza, già. In cima alla fabbrica c'è un bar (il Gravity Bar) che offre un panorama su tutto il territorio attorno alla zona, che viene spacciato per meraviglioso mentre in realtà non è nulla di che. Offrono anche una pinta di Guinness, ma dopo che si sono fatti pagare l'ingresso (se non sbaglio 15 euro) mi sembra doveroso. Una cosa che mi ha dato fastidio sono stati i gadget/souvenir della Guinness. Sia le tovagliette che il telo da mare che ho comprato sono sbiaditi al primo lavaggio. Questo lo voglio dire perché è nel diritto dei turisti lamentarsi di chi si approfitta di loro.

I pub irlandesi sono invece molto accoglienti. Quello che mi è piaciuto di più è stato Porter House, che vi consiglio di visitare se passate da quelle parti. La musica dal vivo era di ottima qualità, e l'ambiente molto originale e piacevole. Lì ho assaggiato il sidro, che in Irlanda, al contrario di quanto accade da noi, è una bevanda piuttosto comune. Preferisco ancora il vino, naturalmente, però ne valeva la pena.

Wellington Monument, Phoenix ParkAnche i parchi di Dublino, numerosi e molto curati, meritano di essere visitati. Alcuni, come Merrion Square Park e St Stephen Green (dove per la presenza di una zona d'acqua ci sono numerosi gabbiani piuttosto cattivi, che si beccano a sangue per un pezzetto di pane) si possono visitare in poco tempo. Per Phoenix Park, sul quale incombe l'imponente Wellington Monument, invece il tempo non è stato sufficiente. E' molto grande, oltre 8 km, e nel poco tempo a disposizione non siamo proprio riusciti a vederne la fine. La prossima volta...

Cliffs of MoherLa seconda tappa del nostro viaggio è stata la città di Galway, che si trova dall'altra parte dell'Irlanda, sulla costa atlantica. Ci siamo arrivati con un viaggio in corriera di qualche ora, durante il quale abbiamo visto pochissime abitazioni ma un sacco di mucche e di pecore, con prati e alberi a profusione. L'Irlanda è veramente verde, non si tratta di un luogo comune. Siamo arrivati a Galway nel pieno di una festa, tanto che la città era perfino più animata di Dublino. Per gli irlandesi è una specie di località di villeggiatura, quasi una loro versione di Rimini. Per fortuna l'ostello dove abbiamo dormito la notte era in una zona molto tranquilla. L'indomani con una macchina presa a nolo siamo andati fino alle Cliffs of Moher, le famose scogliere a picco sul mare a circa 80 km da Galway. All'inizio guidare "dall'altra parte" (in Irlanda si deve stare sulla sinistra) metteva un po' di ansia, ma dopo un po' ci siamo abituati. Anche se oltre alle scogliere e all'oceano non c'era altro da vedere, quelli da soli valevano tutta la fatica del viaggio. L'oceano visto da lassù è affascinante.
Al ritorno ci siamo fermati a vedere una piccola rocca vicina al mare, proprio lungo la strada, ma non è stato possibile visitarne l'interno perché era prenotata per una festa privata, così dopo un po' di tempo a prendere il sole sul prato siamo tornati alla stazione delle corriere di Galway, da cui siamo tornati a Dublino dove, dopo una notte ospiti a casa di Faro, abbiamo preso l'aereo per il rientro in Italia.

Una cosa che ci ha un po' sconvolto, da buoni italiani, è stato il cibo. Non che siano mancate le occasioni per mangiare bene, ma anche in quei casi era di frequente una sorta di scontro. Un esempio poteva essere l'ottima zuppa chiamata Prawn Hotpot che abbiamo mangiato il secondo giorno. Il ristorante sembrava sciatto, più una macelleria che un posto per pranzare, era stretto e non c'era una sedia uguale all'altra. La zuppa però era buona, ma piuttosto piccante e i pezzi di verdura all'interno erano roventi, così quando ce ne siamo andati eravamo soddisfatti ma avevamo palato e lingua ustionati. Devo dire che quella zuppa è stata forse la cosa più genuina che abbia mangiato in Irlanda. La prima sera infatti siamo andati in un fast food di Eddie Rocket, una catena irlandese (l'onnipresente Mac c'è anche da noi, ed è notoriamente uguale dappertutto). I panini mi sembrano migliori di quelli del Mac, ma quanto a pesantezza... Siamo tutti andati a letto presto sperando di non avere incubi. Un'altra cosa buona e pesante che ricorderò sempre è stato il fish and chips preso a Galway, da Mc Donagh's: forse la pietanza più unta che abbia mai affrontato (grondava letteralmente olio), servita con il garlic, una salsa a base di aglio, su una tavola che forse era stata ancora pulita qualche ora prima. C'è invece andata un po' meglio da Griffin, dove servono ottimo tè, ottimi dolci e anche una pizza piacevole, anche se ho preferito un'insalata di pollo con verdure che si è rivelata appetitosa.

Una cosa un po' singolare è che ci sia quasi sempre stato il sole, mentre l'Irlanda è famosa per la pioggia quasi continua. L'unico posto dove il clima corrispondesse abbastanza all'idea che ne avevamo è stato la città di Galway, che però è proprio sull'Atlantico. In realtà che in Irlanda piova sempre è un luogo comune. Anche quando piove raramente la pioggia è forte: è più una leggera acquerugiola che a malapena ti bagna. Cinque giorni filati di sole però sono un caso fortunato, e contro ogni previsione siamo tornati a casa più abbronzati di prima. Tirando le somme, direi che siano stati cinque giorni molto belli, e penso che prima o poi un altro viaggio in Irlanda lo farò, anche perché gli irlandesi sono gente a posto: basta fermarsi un attimo da qualche parte che dopo un minuto qualcuno arriva a chiederti se va tutto bene o se hai bisogno di aiuto.

  • Horse Lamp
  • Crattan
  • The Spire of Dublin
  • Prima sera a Dublin
  • Da Eddie Rocket
  • Le porte di Dublino
  • Porta sgargiante
  • Altre porte
  • Altre porte, sono tutte così
  • Un'ultima porta
  • Per strada
  • Merrion Street
  • National Gallery
  • L'edificio del governo
  • L'ingresso
  • Royal College of Physicians
  • Leinster House
  • Edera
  • Grafton Street
  • Grafton Street
  • A spasso
  • Irish Anglican Church
  • Irish Anglican Church
  • Molly Malone
  • St Andrews Church
  • Gli mancheranno le piazze, ma quanti locali
  • Il fiume Liffey
  • Il Mathey Bridge, credo
  • Little Italy
  • James (Big Jim) Larkin, in O'Connel Street
  • O'Connell Monument
  • Prawn Hotpot
  • La Bank Of Ireland
  • Abbey Presbiterian Church
  • Un po' di degrado
  • Jogging notturno
  • National Irish Bank
  • Farrow?
  • Ricordi tristi
  • Criminal Courts of Justice
  • L'ultima cena
  • Trinity College
  • Sembra quasi Lettere
  • No, non è Lettere
  • Trinity College
  • Mimetismo involontario
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Statua di Salmon
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College
  • Trinity College, via laterale
  • Trinity College, parte posteriore
  • Il Cortile del Trinity College
  • Trinity College
  • Goemon al Trinity College
  • Trinity College. E quella?
  • Che scultura strana
  • Pomodoro anche qui!
  • Il Cortile del Trinity College
  • Relax al Trinity College
  • Quanto è verde!
  • Giardino del Trinity College
  • Giardino del Trinity College
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Christ Church
  • Graffito
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
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  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
  • St Patrick
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  • St Patrick, Door of Reconciliation
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  • St Patrick
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  • Porter House, sottobicchiere
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  • Porter House, il Libro Nero
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  • Al Porter House
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 19 Agosto 2010 13:25)

 

Commenti 

 
+1 #2 Zanna 2010-08-19 22:47
per forza ci tiri il pacco quando ci andiamo :)
Pops hai dimenticato le bellezze locali del Griffin... manca la foto!! :)
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0 #1 rosario 2010-08-19 15:38
Porcella miseria, io mica l'ho viste tutte quelle cose! Maledetto fratello!
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